di Monia Tucci
pedagogia
pe·da·go·gì·a/
sostantivo femminile
La disciplina relativa ai problemi dell’educazione, spec. in quanto suscettibile di approfondimento dal punto di vista teoretico, psicologico, didattico.
Bene… abbiamo etichettato in maniera precisa questa parola che in realtà sta già scapitando e scalciando per uscire da quelle righe.
La pedagogia, e i pedagogisti, sono molto, molto di più o perlomeno dovrebbero esserlo.
Sono maghi della comunicazione, sensitivi, inventori, creatori, osservatori, studiosi, ipotizzatori (si dice? Me la segna di rosso sarà il prossimo “petaloso”) sperimentatori,giocolieri, giocatori… un po’ tutto.
Senza dubbio coraggiosi. Coraggiosi ed incoscienti. In tutte le professioni in cui si entra a contatto con il nostro futuro (perché i bambini/ragazzi sono proprio questo) abbiamo un ruolo fondamentale, un’enorme onere ed onore una responsabilità incredibile ed indicibile .
Sebbene ci arroghiamo il diritto di crescere i bambini secondo le nostre regole e spesso secondo l’educazione ricevuta (che non sempre è al passo con i tempi o “corretta”) dovremmo cambiare tendenza, scendere dal piedistallo, guardare negli occhi i nostri figli, nipoti, alunni, vicini di casa alti meno di un metro, e leggere li le risposte, meno decodificate ma sicuramente più vere.
Potrei farvi una lunga lista di occasioni in cui io ho imparato più dai piccoletti che dai manuali grazie ai quali mi sono laureata e “masterizzata” .
Quindi il consiglio numero uno che mi sento di darvi è questo:
Sedetevi, guardate negli occhi i vostri piccoli e ascoltateli.
ASCOLTATELI, che sia il pianto di un neonato, il gorgoglio felice di un bimbo di 4 mesi , la lamentela di un decenne per i compiti, o il silenzio di un quattordicenne, ASCOLTATELI, perché ci sono più messaggi nei silenzi o nei pianti che in tante inutili e superflue parole.
E soprattutto ricordatevi che loro non sono noi e che è giusto così.
“ I ragazzi non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere”
Plutarco

Mat Lu
Gennaio 10, 2020Ciao Monia….tutto vero e tutto interessante quello che hai scritto!Ho 4 figlie ed anche io sto accumulando la mia piccola esperienza. Come potrai immaginare ne ho viste di tutti i colori. La scuola secondaria di primo grado,nel mio caso,è stata un’esperienza poco “esaltante” (se così posso definirla!) soprattutto dal punto di vista educativo.La maggior parte dei docenti che ho incontrato ha rinunciato a svolgere il proprio ruolo educativo ……..cosa che trovo gravissima!Sia io che mio marito lavoriamo a scuola e ci siamo ritrovati d’accordo con tutti coloro che ci dicevano (prima ancora che facessimo esperienza della scuola media) che avremmo dovuto ritenerci fortunati se alle medie le nostre figlie non avrebbero disimparato ciò che avevano acquisito nel percorso scolastico precedente. Un pazzesco livellamento verso il basso!!!!Ma delusione ancor più grave è il liceo classico che sta frequentando una delle mie figlie!!!!! Come genitore segnalo questa mia esperienza e dico:”cari genitori cercate (in tutti i modi leciti) di scegliere una scuola buona per i Vs figli e di assicurarvi la sezione migliore”.Vigilate sempre sulla loro serenità e siate pronti ad intervenire per segnalare eventuali “soprusi”. Per i nostri figli mi auguro che la scuola torni ad assumere in pieno la sua funzione educativa! Un in bocca al lupo a tutti (genitori e figli).Grazie Monia
Monia Tucci
Gennaio 12, 2020Non sapevo di tutte queste difficoltà con le quali ti sei scontrata; tutto sommato sono la conferma che serve anche un pizzico di fortuna. Te la auguro per il futuro!!!e mi raccomando non smettere di lottare per i vostri diritti. E’ importante che ognuno di noi facci sentire la propria voce!