La scelta di questo titolo per una rubrica del mio blog, è la risposta alla domanda scandalizzata dei guru del bon ton e dell’alta classe Carla Gozzi e Enzo Miccio: “MA COME TI VESTI?” rivolta a tutti coloro che decidono di interpretare la moda, di non seguirla, di personalizzarla, oppure che non possono seguirla per i più disparati o disperati motivi.
La maggior parte delle persone si lascia guidare dal giudizio e dal gusto altrui: sono gli altri che ci dicono cosa ci sta bene o male, quali sono i colori e le marche che ci donano o sono di moda e che, in sostanza, ci guidano nelle nostre scelte.
A questo proposito mi viene in mente la favola di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” in cui, degli impostori, si presentano alla corte dell’imperatore spacciandosi per tessitori di prima categoria e propongono di creare un meraviglioso abito che soltanto coloro che sono degni del ruolo che ricoprono saranno in grado di vedere. I due manigoldi fingono soltanto di tessere la tela e alla fine fanno sfilare il re in mutande ma nessuno si permette di dire pubblicamente la verità. L’imperatore per avere l’approvazione della gente, la gente per paura di non essere all’altezza. Solo un bambino alla fine la dirà.
Questo è quello che secondo me capita al giorno d’oggi.
Ci convincono che la tal marca sia migliore dell’altra, alcuni nomi diventano uno status simbol solo perché costano cifre improponibili o perché le indossa il nostro campione preferito…
Ci convincono che per essere i migliori, o per far parte di un gruppo, dobbiamo avere assolutamente quel capo, oppure che se indossiamo quell’abito i nostri difetti saranno meno evidenti.
La marca, il logo…e si perde il corpo e la personalità che ci sono sotto.
Molti anni fa una zia che aveva lavorato come sarta da Emilio Pucci, mi disse: “Alla mia epoca più piccola era la firma, maggiore era il prestigio, adesso ostentate il marchio” ed è vero. Ormai nelle felpe dei nostri giovani (e non solo, perché anche nelle borse di noi mamme accade la stessa cosa) magari monocromatiche, campeggia il marchio e basta.
Da piccola ho sofferto un po’ per il fatto che i miei genitori non mi comprassero abbigliamento di marca, il mutuo assorbiva gran parte delle nostre finanze, e per questo, con mio grande rammarico, indossavo maglioni fatti a mano e jeans anonimi ma magari dipinti o personalizzati da mia madre.
A 11,16 anni non lo trovavo affatto “ganzo”, anzi, da vera sfigata, ma lentamente ne ho fatto la mia forza ed è nato il mio stile personale, anzi unico, perché mia madre continua a creare e a cucire solo per me.
Personalmente appartengo alla categoria umorale, il mio abbigliamento non si adatta al mio fisico ma al mio sentire. Se mi vedete vestita di nero, che secondo “La gente” è il colore più adatto a chi è over, (peso, età etc) vuol dire che non sto bene. Io adoro vestirmi colorata, molto, forse troppo.
Non mi chiedo come mi vedono gli altri, probabilmente, come il pachiderma col tutu di un film della disney, ma come mi sento io. Io mi sento felice inondata dal colore dentro e fuori.
E questo mi basta e dovrebbe bastare a tutti.
Non avete idea di quante volte sento dire mi piacerebbe ma:
sarei ridicola,
mi starebbe male,
non me la sento,
non sono come te,
cosa direbbe la gente perché sono troppo grassa magra, vecchia, etc etc
Datevi pace, la gente avrà sempre da ridire anche se indossaste il capo più cool che vi possa venire in mente.
Quindi…
VESTITEVI COME VI PARE, siate liberi di essere ridicoli, buffi, fuori dalle righe, dentro le righe, a quadretti,in qualsiasi modo vi vestiate siate solo voi stessi!!!

Silvia Maria Olivares
Febbraio 3, 2020Che bello Monia diffondere queste opinioni…personalmente io sono sempre andata controcorrente alla moda…forse perchè per tutte le mie scuole elementari sono stata obbligata a vestire una divisa….comunque il vestirmi l’ho sempre vissuto anche io (e lo vivo anche adesso ) come te…”umorale”,,,ma alternando ahimè solo i colori dal nero, marrone, beige e grigio d’inverno, mentre tendo ad abbandonarli quando il sole si fa sentire in tutto il suo calore…Tristi sono quei bambini che pretendono gli abiti firmati…. e tristi sono quelle famiglie che vivono così…
Il vestirsi deve esprimere la tua personalità, non deve essere un livellarsi agli altri… la penso e la penserò sempre così e spero di aver cresciuto i miei “bimbi” insegnandoli ad esprimere la loro personalità anche attraverso il vestire….
Sissi
Monia Tucci
Febbraio 3, 2020Brava Sissi! Ora inizia ad osare Perché, tra l’altro,i colori ti donano!
Elisabetta
Febbraio 4, 2020Bella Monia! Tu sai quanto siamo simili in questo. Anche a me dicono spesso: si di te si, su di me no. Adoro il colore.Il colore non ha stagione, anzi è lui che detta le stagioni del nostro cuore
Monia Tucci
Febbraio 4, 2020Tesoro osa! Vedrai che poi non smetti più!
GIö
Febbraio 5, 2020Evviva tu! La stylist di Annalù
Monia Tucci
Febbraio 5, 2020❤
Elena
Febbraio 7, 2020Che dire….è verissimo…tu sei così!!
Io mi vesto bene, così mi dicono, e mi piaccio allo specchio, ma non riesco a trovare la stessa tua soddisfazione…vorrà dire che devo cominciare a cambiare??
Monia Tucci
Febbraio 7, 2020Ti piaci perché ti piaci o perché piacendo agli altri ritieni che vada bene?
Devi essere solo tu a valutare!